giovedì 18 ottobre 2007

"La kefiah" :: Alek

A mio giudizio non ce n'è come una kefiah, nella brutta stagione, per difendere la gola dalle insidie del freddo: tiene riparato ma non fa sudare. Il problema è che, penso soprattutto in provincia, sia difficile trovarla nei negozi: non è più "di moda" e, per giunta, pare "politicamente schierata". Ma la mia è vecchia e sgualcita, e così mi sono affidato al ragazzo senegalese che vende i CD nel pub dove andiamo di solito; in una settimana ecco la mia kefiah nuova (della quale ho chiaramente contrattato il prezzo). Questo mi fa riflettere...

... Ci sono esseri umani che percorrono migliaia di kilometri in cerca di una situazione di vita migliore, magari nel nostro paese. Anche gli Italiani, decenni fa, sono stàti un popolo di migranti, presi a "calci in quel posto" dai locali del caso... Se lo ricordano?

Una ragazza di origine Nigeriana, sui 25 anni, portando con sé un curriculum, entra in un negozio di un grosso centro commerciale, alla periferìa di un centro urbano di medie dimensioni dell'Italia Settentrionale. Qui, una commessa all'altra: "Che cazzo vuole questa?"

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel commento. Sono d'accordo nel dire che però purtroppo chi mette la kefiah viene spesso classificato come "simpatizzante" della politica di sinistra e spesso molti ragazzi non la mettono per non essere classificati in questo modo....mi chiedo quindi una cosa: perchè in tutto ciò che facciamo e in tutto ciò che indossiamo la politica trova sempre un ruolo da protagonista?potrò in vita mia vestirmi in un certo modo e non essere classificato come "comunista" o "fascista"? aspetto una vostra risposta per sapere il vostro pensiero in merito...grazie ciao

Anonimo ha detto...

Caro Murdock, per come la penso io, seppure non sia l'autore del post, attualmente tutto viene troppo politicizzato. E' da un pò di anni a questa, da quando i politici sono diventati presenza fissa dei programmi televisivi, che la politica non è più una cosa seria. All'estero non vedi così tante comparsate. A partire da questo si arriva al punto di non indossare alcuni elementi o utilizzare particolari marche che possano essere riconodotte a schieramenti. Per dirla in modo schietto, se uno ha le palle di fare quello che vuole fregandosene del parere altrui, gli altri probabilmente prenderanno la stesa via, dato che siamo tutti dei pecoroni.

Rimando ad Alek un ulteriore approfondimento in quanto autore materiale del post.

Foqus On ha detto...

Sì, d'accordissimo con entrambi. Nulla da aggiungere, se non che il voler "catalogare" e "suddividere in categorie", a mio giudizio, è indice di "bisogno di discriminazione": così a molti tutto appare dannatamente più semplice, no? ;-)

.:Alek:.